Ordine e disordine

La zona grigia - professionisti al servizio della mafia

Si intitola “La zona grigia” e risponde alle domande che ci facciamo tutti: è possibile che i mafiosi siano criminali isolati? Come si spiegano latitanze di anni? Chi li sostiene a livello sanitario, legale, finanziario, burocratico, giornalistico? Gli ordini professionali non dovrebbero fare verifiche sul rispetto della deontologia prima di arrivare alle indagini giudiziarie? Gian Antonio Stella sul Corriere parla di “disordine che fa comodo agli Ordini“.

C’è un mondo popoloso che sta a cavallo tra legalità e illegalità. È la società incivile, quella dei professionisti che dicono “abbiamo solo fatto il nostro lavoro di consulenza”, come i nazisti a Norimberga. È la borghesia mafiosa. E ce la racconta in questo libro Nino Amadore, giornalista del Sole 24 Ore:

«Chi glielo spiega a certi burocrati che fare un favore a certi professionisti è molto più che accontentare un amico: è ratificare l’andazzo, fare in modo che nulla cambi, essere complici. La mafia chiede favori ma li fa anche e così crea una norma non scritta di governo del territorio, un controllo che non usa le armi».

“La zona grigia – professionisti al servizio della mafia” è stato pubblicato anche in versione cartacea presso La Zisa Comunicazione (in prima edizione esiste solo come e-book scaricabile da www.lulu.com).

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3 commenti

  1. GIORNALISTI/ DANNEGGIATA AUTO A NINO AMADORE, SOLIDARIETA’ UNCI
    Ad Agrigento presentava libro “La zona grigia”
    Palermo, 12 gen. (Apcom) – Il Gruppo siciliano, il Consiglio direttivo regionale Unci e Gero Tedesco, fiduciario della sezione agrigentina dell’Unione nazionale cronisti italiani, esprimono “solidarietà” al collega del ‘Sole 24 ore’ Nino Amadore, al quale è stata danneggiata l’automobile mentre, al Polo universitario di Agrigento, si svolgeva la presentazione del suo libro “La zona grigia – Professionisti al servizio della Mafia”.

    “I giornalisti impegnati sul versante della legalità e della lotta alla mafia – ha detto Leone Zingales, presidente dell’Unci Sicilia – sono entrati nel mirino della criminalità, organizzata e non. Siamo preoccupati per questa escalation di atti criminosi. Chiediamo alle forze dell’ordine siciliane, visto il ripetersi di episodi preoccupanti in danno di cronisti, di svolgere con maggiore attenzione i servizi di vigilanza laddove sono previsti interventi di giornalisti impegnati sul fronte della lotta alla mafia e alle varie illegalità. Evidentemente un certo modo di fare informazione, quello che si occupa di diffondere notizie senza paura, quello che pubblica i nomi ed i cognomi di corrotti, mafiosi e collusi – ha concluso Zingales – sta infastidendo non solo i piccoli malavitosi ed i capibastone, ma anche coloro che oggi, in maniera occulta, gestiscono ‘comitati d’affari inquinati’ e che pensano di potere imbavagliare la stampa coraggiosa. L’Unione cronisti respinge al mittente tutte le varie forme di intimidazione ed esprime piena solidarietà al collega Amadore”.

    http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/01_gennaio/12/giornalisti_danneggiata_auto_a_nino_amadore_solidarieta_unci,13804975.html?pmk=rss

  2. Una frase che potrebbe ricordare quella citata dal libro di Amadore e che mi ha colpito, come una cosa che vedi sempre, da anni ma che non ci hai mai fatto caso, è quella della Segretaria della Casa del Popolo di Portella della Ginestra, “QUI NON CI SONO DIRITTI MA FAVORI”.
    Come anche diceva Salvo Vitale durante il nostro incontro, ci sono gli amici, gli amici degli amici; questo mi ha ricordato anche una canzone del PARTO DELLE NUVOLE PESANTi “Gli amici degli amici”.
    Indipendentemente dalla burocrazia e dall’analisi citata da Amadore che spero di approfondire con la lettura del suo libro, giù tutto gira un pò così. La prima cosa che ci si dice quando si deve fare una analisi medica oppure un certificato all’anagrafe oppure aprire un conto corrente in banca, ecc. ecc. è “ci canusci ancunu?” (ci conosci qualcuno? – dialetto cosentino).
    Tutto si innesta in un comportamento in cui poi la mafiosità, i comportamenti mafiosi crescono, si sviluppano e si innestano. Il conoscere, il favore, il piacere diventa poi il favore per un posto di lavoro, il piacere per un posto in ospedale, il conoscere per vedersi riconosciuto delle buone condizioni bancarie quando si apre un conto corrente. A volte è una sottile struttura di connivenza con cui si cresce e si vive. Spero nelle nuove generazioni anche se, nota penso positiva, qualcuno sta iniziando a reclamare i propri diritti non come concessione o favore.

  3. Per la serie Libri da Leggere:
    Titolo Leoluca Orlando racconta la mafia
    Prezzo € 12,00
    Curatore Battaglia Pippo
    Editore UTET

    E’ una conversazione su avvenimenti storico, economici e sociali del giornalista scientifico Pippo Battaglia con Leoluca Orlando


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